Diario di Bordo

“Quanta poca consapevolezza ho del tempo quando non ci sono orologi o cellulari a scandirlo per me: le ore passate alla fondazione Don Orione con gli anziani, il viaggio in pulmino per le vie di Bucarest e l’incontro con la responsabile stamattina, se non ci ripenso tutto confluisce in un indefinito, infinito ed inarrestabile scorrere del tempo che è il tempo che dedichiamo agli altri, che viviamo come servizio agli altri.”

“Mi rimane allora solo un dubbio… sono loro che avevano bisogno di me o io avevo (e continuo ad averlo) bisogno di loro?”

“Non serve nulla per comunicare con un bambino, anche se straniero. Una palla, un sorriso, una risata; sono queste le cose che portano un ventunenne e un bambino di .. anni (non so quanti) a giocare come se si conoscessero da sempre.”

“Partire stanca e svogliata e ritrovarsi nell’impossibilità di voler finire questa esperienza credo sia il risultato più grande che abbia raggiunto.”

“Sono Felice perché ho vissuto, ho conosciuto, ho toccato con mano. Perché sono cresciuta (sì, mi sento proprio cresciuta), perché posso dire io c’ero, io qualcosa ho lasciato, io e non un altro. Perché qui, in questi giorni, con questi bambini, anziani, coetanei ho iniziato ad aprire gli occhi… ho cominciato il mio cambiamento, ora ho solo un’infinita voglia di continuare così!”