Diario di Bordo

“Tornati a casa in Italia mi piace pensare che questa volta siamo noi che abbiamo scelto il servizio. La prossima volta sarà il servizio che sceglierà noi.”

“Credo che questa route mi abbia aiutato a capire cosa significhi servire, stare, e esserci per l’altro e spero di riuscire a portare a casa ciò che ho imparato qui.”

“Ripensando a ciò che ci siamo detti in questi giorni credo che la poesia “partire” spieghi molto bene quale sia il senso di servire.

“Partire non è lasciarsi chiudere negli angusti problemi del piccolo mondo cui apparteniamo: qualunque sia l’importanza di questo nostro mondo l’umanità è più grande ed è essa che dobbiamo servire.”

Questo è un invito a partire, a lasciare le nostre case, ad aprire le nostre porte… ma per fare ciò non c’è bisogno di attraversare mari o di volare alla velocità supersonica, basta guardarsi intorno ed aprirsi all’altro con gioia.”

“Servire per me è una strada doppio senso, nella quale si riceve tanto senza aver nessun prezzo da pagare eccetto la spontaneità e, come una strada, non si sa mai dove può portarti.”

“È su questo che più di tutto ho lavorato: il silenzio che permette la comprensione dell’altro tramite l’ascolto.”

“La cosa bellissima del servizio è che la felicità si moltiplica. Infatti se uno dà, tutto quello che ha dato gli ritorna indietro il doppio. Il servizio non toglie niente se non tempo. Ma è un tempo ben speso.”